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    December 27

    Seconda parte

     

    Prima parte

     
    December 14

    Copia e incolla

    Bouche l'ha pubblicato sul suo blog e me l'ha dedicato. Io leggo, m'innamoro riflettendomi e copio ed incollo sul mio...
     
    Orhan Pamuk
    Premio Nobel per la Letteratura 2006
     
    Perchè scrivo? Io scrivo perchè sento in me il bisogno di scrivere!
    Scrivo perchè non posso fare un lavoro normale, come gli altri.
    Scrivo perchè voglio che si scrivano libri come quelli che scrivo io, e leggerli.
    Scrivo perchè ce l'ho con voi, con tutti!
    Scrivo perchè mi piace molto stare seduto in una stanza a scrivere tutto il giorno.
    Scrivo perchè posso sopportare la realtà soltanto trasformandola.
    Scrivo perchè tutto il mondo conosca il genere di vita che abbiamo vissuto, che viviamo, io, gli altri, tutti noi [...]
    Scrivo perchè amo l'odore della carta, della penna, dell'inchiostro.
    Scrivo perchè credo nella letteratura, nell'arte del romanzo, più di quanto non creda in qualunque altra cosa.
    Scrivo per abitudine, per passione.
    Scrivo perchè ho paura di essere dimenticato.
    Scrivo perchè apprezzo la fama e l'interesse che ne derivano.
    Scrivo per star solo.
    Forse scrivo perchè spero di capire il motivo per cui ce l'ho così tanto con voi, con tutti.
    Scrivo perchè mi piace essere letto.
    Scrivo perchè una volta iniziato un romanzo, un saggio, una pagina, voglio concluderli.
    Scrivo perchè tutti se lo aspettano da me.
    Scrivo perchè come un bambino credo nell'immortalità delle biblioteche
    e nella stabile posizione che i miei libri occupano sugli scaffali.
    Scrivo perchè la vita, il mondo, ogni cosa è incredibilmente bella e sorprendente.
    Scrivo perchè è esaltante trasformare in parole tutta questa bellezza e ricchezza della vita.
    Scrivo non per raccontare una storia, ma per costruirla.
    Scrivo per sfuggire alla sensazione di essere diretto in un luogo che, come in un sogno, non posso raggiungere.
    Scrivo perchè non sono mai riuscito ad essere felice.

    Scrivo per essere felice.

    December 04

    Seconda preghiera

    Dio? Ci sei ancora? Scusa, sono sempre io. Ecco, volevo aggiungere una cosina, se hai tempo: stavolta sarò brevissima, non preoccuparti, capisco tu abbia un sacco di cose da fare.
    Volevo dire... mentre illumini gli uomini, che ne hanno davvero un gran bisogno, magari uno sprazzo di luce destinalo anche alle donne. Non tutte, non sempre. Ma quando calpestano se stesse ed un secolo di femminismo in nome dell'autoconservazione del proprio status di accoppiate, uscendosene con la brillante conclusione che "non è lui che è un puttaniere senza ritegno, ma l'altra che è una puttana"... ecco, in quel momento, se ti avanza un fulmine... ma piccolo eh, piccolino, quel tanto che basta a dare loro una scossa (chissà perchè, m'illudo che basti: chissà perchè, m'illudo che l'intelligenza femminile sia infinitamente superiore a quella maschile ed a volte abbia solo bisogno di una spintarella..mah..).
    Sai com'è..di cornute e felici che brandiscono la spada della moralizzazione universale e decantano le virtù dell'amor cortese dando delle troie alle altre, tutte le altre, tutte quelle altre satanasse pronte ad avventarsi sul loro indifeso, ingenuo e fedelissimo cucciolotto... ecco, di ste qua davvero non se ne può più.
    Fallo per loro, per il genere femminile ed anche, se ti va, un po' per me, che così non dovrò mai vergognarmi di essere donna anch'io.
    December 02

    Frattura composta del V metatarso piede dx

    Sabato 29 Novembre, ore 20 circa: bardata da ciclista impavida pedalo sotto la pioggia che mi ha colta impreparata all'evento. Sono quasi a casa, e non ne vedo l'ora. Senonchè un giovane smisuratamente pago dei suoi cavallimotore irrompe sulla carreggiata da un portone alla velocità media di 230 km orari. Risultato: il titolo di questo post e la ruota davanti svirgolata.
    Desidero ringraziarlo pubblicamente, e con esso tutti gli autori delle maledizioni e dei riti vodoo officiati ai miei danni nei giorni precedenti.
    Per il mese di ferie non previsto, per giunta in pieno periodo natalizio. Perchè, trattandosi di infortunio (stavo tornando a casa dal lavoro: sì, di sabato sera, capita), non ho neppure l'obbligo di rispettare gli orari di visita domiciliare: ed anche venissero e non mi trovassero, mi basterà recarmi all'Inail il giorno dopo brandendo le stampelle per non rimetterci manco una lira. Per la faccia del mio capo, il mio capo di uno dei tanti lavori che faccio, la sua espressione d'incazzatura consapevolmente inutile (e quindi ancora più cocente) e la mia, di consapevolezza, del suo pensiero: "Mi stai sulle palle perchè non mi adori, ma avrei preferito perdere chiunque altro, per un mese, che non te. E non posso neppure mandarti la visita: che te la mando a fare?". Perchè ho in sospeso 5 testi da riscrivere, 3 libri da finire di leggere ed uno da iniziare a creare materialmente e non solo in testa la sera prima di crollare addormentata. E poi...
    Perchè i miei allievi mi costringono a mettere la gamba sulla cattedra come una mafiosa, non mi lasciano andare neppure al bagno da sola, nell'intervallo vanno al bar a prendermi il caffè ("Teacher, quello della macchinetta fa schifo, dai!") e me lo portano in tazza calda, tre bustine ("Normale, dolcificante o canna?") e me lo girano pure! Perchè la scuola intera si è mobilitata per consentirmi di andare e venire in questa settimana di ultime lezioni prima delle feste. Perchè se voglio riposare un po' ormai mi tocca staccare tutti i telefoni, che fra chiamate e messaggi la sensazione è quella di un call center. Ed ho la presunzione di pensare che tutto ciò avvenga non solo per lo spirito natalizio o per l'umana solidarietà nei confronti di qualunque invalido.
    Perchè sto dimostrando a me stessa che aveva ragione Luigina qualche anno fa, quando di fronte alle mie lacrime mi disse "Cazzo Simo, ripigliati! Tu hai due palle così". In una casa col soggiorno al piano di sotto, camera e bagno di sopra e studio in mansarda, io deambulo con le stampelle, mi aggrappo come i ninnoli dell'albero ai corrimani e le cassettiere, striscio sui gradini, rotolo da un lato all'altro del letto, ma a fare l'invalida davvero non ci sto! L'aspirapolvere posso passarlo perchè ha le rotelle e quindi mi fa da carrellino di appoggio; se poi con una mano lo piazzo su un gradino, con l'altra posso tirarmi su fino a fare tutte le scale e riuscire a pulire pure sotto il letto, che ovviamente ho già rifatto. Idem come sopra per quanto concerne straccio e spazzolone. In bocca posso tenere un sacco di cose, dal pacchetto di sigarette al cellulare: ed in ogni caso basta indossare abiti multitasche e munirsi di una bella borsetta a tracolla. Qualche problema lo presenta il trasporto di liquidi, tipo la tazza del the da far trasmigrare dalla cucina al tavolo: ma stamattina ce l'ho fatta e sono intenzionata a godermi la colazione seduta di fronte al primo telegiornale per tutto il mese a venire. La mia autostima gongola e si alimenta nella sfida.
    E poi perchè ieri sera ho fatto l'amore. E prima ero nella vasca, seduta con mezza gamba destra fuori, posata sul bordo, la schiena malamente accomodata alla parete: una posizione infame e vergognosa. E lui mi passava lo shampoo, il bagnoschiuma, il balsamo, mi sciacquava, mi asciugava per non far calare l'acqua sul gesso. Ed in tutto questo non c'era nulla d'infame e vergognoso.
    Grazie.