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    February 12

    Donne mie (Maraini docet)

    "Ah che pena vederti fare finta di piangere"... che pena, donna mia, vederti fare finta... millantare la gravidanza perchè senza qualche cellula in progressivo aumento, attaccata alla parete dell'utero, ti sembra di essere meno forte e tale è il disperato bisogno di difendere il tuo orticello di futuro che neanche ti accorgi della tua forza, che con l'embrione non c'entra, non c'entrava e fortunatamente, intelligenza dell'uomo permettendo, non c'entrerà mai un fico. Che pena, donna mia. Che pena scoprirti così avvizzita dentro da dare un prezzo alla tua vita e barattare l'anima con una Vuitton, una Bmw full optional e l'etichetta della donna di. Che pena sentirti dire che lo fai per i figli. Che pena il tuo accanimento rabbioso in cerca di vendette tardive che non conosce tregua, anno dopo anno dopo anno dopo anno... che pena scoprirti così accecata dal dolore da non vedere quel che rischi nella tua battaglia... che pena il tuo nascondere il cuore ferito dietro la pretesa di giustizia, come se le carte bollate asciugassero le ferite e cancellassero il passato e reset, si ricomincia, non è successo nulla...
     
    Poche parole dedicate a due donne: una che non è stata abbastanza sicura di sè da capire che il suo amore era suo e che nessuno glielo voleva rubare, ma solo finalmente difendere la propria dignità di donna che non ama più; l'altra da non capire che il suo amore non è più suo e nessuno glielo potrà mai ridare, e che la dignità o la sua mancanza si vede anche e soprattutto da queste cose.
    La canzone diceva anche "So sciupà (non "sc" di "sciare" ma "c" di "ciò": cioè "sono scoppiato". Ndr.) dal ridere"... io mi sforzo: ma alla fase in cui si riesce a riderne ancora non riesco ad arrivarci. Sorry.